Statuto della petizione
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Al Ministro della Funzione Pubblica
Il 18 luglio 2008 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un bando di concorso presso il Ministero dei Beni Culturali che prevede l’assunzione di 100 funzionari tra cui 30 archeologi.
L’ultimo concorso per archeologo al MiBAC era stato bandito nel 1999, ma per il livello più alto, da Archeologo Direttore Coordinatore, per il quale il requisito di accesso era il dottorato di ricerca o il diploma di specializzazione.
Gli stessi titoli di studio sono oggi richiesti per un posto inferiore di ben due livelli, sia dal punto vista amministrativo che retributivo.
Il tentativo di individuare e premiare l'eccellenza nello Stato, però, sembra in contraddizione con i criteri di selezione dei candidati e con quelli previsti per i concorsi dello stesso livello negli altri ministeri.
A fronte della richiesta di una formazione di altissimo livello, non saranno minimamente valutati altri titoli comprovanti la professionalità dei partecipanti, tra cui la produzione scientifica e l’esperienza maturata sul campo per conto delle stesse Soprintendenze.
Secondo tale logica i migliaia di laureati che da anni svolgono il ruolo di archeologi come collaboratori esterni delle Soprintendenze, operando sui cantieri, nei musei e nei magazzini, improvvisamente non sono ritenuti in grado di svolgere la funzione di archeologi nello Stato.
Da laureati si è forse abbastanza archeologi per lavorare per il Ministero, ma non abbastanza per farlo nel Ministero?
Contemporaneamente è tuttora in fase di espletamento il concorso per Soprintendenti per in cui il requisito formativo di accesso è la sola laurea triennale. Potenzialmente tra un anno un Soprintendente laureato triennale potrà dirigere un funzionario specializzato!
Desta preoccupazione la distribuzione geografica dei posti messi a concorso. Dalla carta geografica del Ministero sono state completamente cancellate regioni come Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Basilicata.
Le profonde modifiche apportate rispetto alla circolare che preannunciava il bando, con ben 27 posti su 30 assegnati al centro-nord, rendono lecito chiedersi siano state verificate le necessità specifiche dei territori.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede che:
1.Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali si impegni a definire i requisiti formativi e le specifiche mansioni pertinenti i differenti livelli dei funzionari archeologi, di concerto con il MIUR, la Conferenza Stato-Regioni e le Associazioni di Categoria;
2.Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali pubblichi online la propria PIANTA ORGANICA in linea con le politiche di trasparenza delineate dal Ministero della Funzione Pubblica;
3.Venga bandito un nuovo concorso per archeologo per assegnare posti nelle regioni escluse dall’attuale bando.
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