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  • Autore: Santolo Felaco
  • Registrata il: 18/06/2008
  • 05:15:01
  • La petizione "Chiaiano è sola?"
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---------------- Italian Version ----------------- Chiaiano è sola? Mentre continuano le analisi tecniche sui terreni delle cave, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano continuano a presidiare pacificamente i luoghi della contesa. Nei giorni di fuoco della protesta, i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno spesso descritto chi si opponeva alla discarica come una folla di egoisti o di oscuri personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra. Lo stesso era accaduto ...
---------------- Italian Version ----------------- Chiaiano è sola? Mentre continuano le analisi tecniche sui terreni delle cave, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano continuano a presidiare pacificamente i luoghi della contesa. Nei giorni di fuoco della protesta, i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno spesso descritto chi si opponeva alla discarica come una folla di egoisti o di oscuri personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra. Lo stesso era accaduto a gennaio a Pianura, mentre allora come oggi il consiglio comunale e quello regionale si sono tenuti a distanza dalle tensioni che hanno contribuito a provocare con le loro assurde politiche sui rifiuti. A loro e al governo Berlusconi, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano chiedono di non realizzare una discarica in un terreno non idoneo, già destinato a parco naturale. di interrompere la gestione straordinaria dei rifiuti che perdura dal 1994 e che ha causato l'attuale disastro ambientale. di iniziare immediatamente la raccolta differenziata a Napoli e in Campania applicando la legislazione europea di lasciare libera la magistratura di indagare sulle reti di illeciti intorno alla gestione dei rifiuti. Sui media, la popolazione campana appare sempre passiva rispetto alla cosa pubblica, oppure se si mobilita lo fa perché prezzolata da loschi interessi. Si cita spesso la camorra. Se analizziamo il passato recente, la camorra sembrerebbe più incline all'apertura che non alla chiusura delle discariche, avendo dimostrato di saper entrare nel loro funzionamento. Come per la camorra, l'emergenza rifiuti è stata finora anche per politici ed imprenditori un'occasione di speculazione e di violazione dei diritti sociali ed ambientali. Il decreto Berlusconi si inserisce perfettamente in questa distorta filosofia emergenziale! E lo fa in più punti: nella costituzione di una superprocura che controlli le inchieste accettabili e quelle 'inadeguate', nella possibilità di stoccare in discarica diverse tipologie di rifiuti speciali e tossici, nello stanziamento senza controllo di altri 150 milioni di euro che permetterà di assegnare le infrastrutture senza gara d'appalto, nell'utilizzo dei militari, nell'imposizione di uno stato d'eccezione con norme penali ad hoc per colpire chi protesta. Ma esistono altre vie d'uscita dall'emergenza rispetto a megadiscariche e pericolosi inceneritori: la riduzione drastica degli imballaggi, la separazione almeno del secco dall'umido, l'allestimento d'impianti per la trasformazione dei rifiuti differenziati e per la differenziazione 'a valle' della raccolta, in grado di ricavare compost (utile per bonifiche e agricoltura), nuovi polimeri dalla plastica, nuovo vetro. Perchè non si può virare il piano in questa direzione? Un piano che è partito dalla chiusura delle discariche (come chiedeva la comunità europea) e vuole oggi riaprirne dieci!! E perchè si continuano a fare scelte così bizzarre: aree vulcaniche come Terzigno o la Selva di Chiaiano, unico polmone verde di Napoli, e tante altre. Ancora una volta, si chiede ai cittadini di sacrificarsi al buio, senza nessun segnale di inversione reale di rotta, di emancipazione dalla sudditanza agli interessi forti. Con questo appello intendiamo esprimere la nostra solidarietà alle persone che abitano nella zona delle cave di Chiaiano, che animano i presidi e partecipano alle manifestazioni contro la discarica e rivolgiamo ai mass media l'esigenza di un racconto dei fatti non pregiudiziale. ------------------ English version -------------------- Is Chiaiano alone? Awaiting proof of suitability for a disposal site in the local quarries, Chiaiano?s citizens continue to pacifically guard the site of struggle. When the protests were at their fiercest, journalists from radio, newspapers and television often described those opposing the dumping site as a selfish or shady bunch, telling tales of arms, drugs and camorra. The same situation had played out this January in Pianura, where the local and regional administrations distanced themselves from the protests they had triggered with their absurd policies on rubbish removal. Now, the citizens of Chiaiano, Marano and Mugnano urge their local councils and the government of Silvio Berlusconi: ? not to build a dump on an unsuitable site, originally destined to become a natural park; ? to cease the emergency waste management, lasting since 1994 and causing the present environmental disaster; ? to immediately start sorted waste collection and recycling in Naples and in the Campania region in accordance with EU regulations; ? to enable a judicial inquiry into the irregularities and shortcomings of waste management. In the media, the population of the Campania region is always depicted as passive or disinterested in public issues, or else, when organizing, it is said to have ulterior, dirty motives. Often, there is mention of the camorra, though looking back to the past, the camorra shows an interest in opening rather than closing waste disposal sites. Indeed, they have often been able to take over waste management. The rubbish emergency has created the space for speculation and breeches of social and environmental regulations not only for the camorra, but also for politicians and entrepreneurs. Here, Berlusconi?s decree is a clear example of this kind of state of exception approach while it attempts to remove any obstacles to its full implementation. It does so in more than one way: by creating a superprocura, a national administration organ controlling any acceptable and ?inadequate? inquiries; by allowing to fill the dumps with different kinds of special and toxic waste; by providing 150 million Euro without any controls, thus allowing the creation of infrastructures without official bids; by imposing a state of exception with ad hoc penalties for protesters. There are other ways out of this emergency: drastic reductions of packaging, wet-dry waste separation, the construction of recycling plants producing compost (useful for agriculture and drainage), new plastic and glass. Why can?t we steer the management plan in this direction? Why are we still making such odd decisions: choosing volcanic areas like Terzigno or the woods of Chiaiano, Naples? only green lung? Once again, a sacrifice is asked from the citizens, without any signals of change, without a signal of being freed from the burden of powerful interests and stakes. This is a call to express solidarity with the people living near the quarries of Chiaiano, with those keeping the roadblocks alive, those demonstrating against the dump, this is a call for unbiased media reports.
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  • Chiaiano non sarà mai sola
    22 Ottobre alle 16:44 Nilson Alexandre Schiazzano
  • RESISTENZA RESISTENZA RESISTENZA NO AMPLIAMENTO AMPUGNANO- SIENA
    15 Ottobre alle 19:34 Giacomo Bonetto
  • La soluzione non sono le discariche, ma la raccolta differenziata ed il riciclaggio. Un'altra scelleratezza e' l'ospedale del mare in un'area a rischio. Gia' quello di Torre del Greco e' a poche centinaia di metri da bocche eruttive del Vesuvio.
    13 Giugno alle 7:55 Andrea Russo
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