Egregio prof. Monti,
all'avvento di una riforma sulle liberalizzazioni come quella che è stata varata dal suo Governo ci saremmo aspettati più coraggio da chi come lei è stato Commissario europeo per la Concorrenza. Ben comprende, quindi, quanto quest'ultima sia importante per creare crescita e sviluppo in un settore come quello dei diritti d'autore che attualmente viene gestito in regime di monopolio dalla Siae.
Dopo intensi anni di sviluppo tecnologico in cui il contesto della p...
Egregio prof. Monti,
all'avvento di una riforma sulle liberalizzazioni come quella che è stata varata dal suo Governo ci saremmo aspettati più coraggio da chi come lei è stato Commissario europeo per la Concorrenza. Ben comprende, quindi, quanto quest'ultima sia importante per creare crescita e sviluppo in un settore come quello dei diritti d'autore che attualmente viene gestito in regime di monopolio dalla Siae.
Dopo intensi anni di sviluppo tecnologico in cui il contesto della protezione del diritto d'autore si è radicalmente modificato, anche grazie all'avvento internet, la SIAE non ha saputo tenere il passo.
Allo stato attuale ecco cosa rappresenta la SIAE per gli autori e i compositori italiani:
Un ente inefficiente: da un inchiesta di Altroconsumo emerge come la Siae pur incassando circa 800 milioni, ne restituiva agli artisti “solo” il 24%
Un ente fallimentare: ha chiuso il bilancio 2010 con una perdita di di 27 milioni di euro
Un ente costoso per gli associati che a differenza degli altri paesi europei spesso guadagnano meno di quanto versano all'ente per la quota associativa.
Per un autore musicale, iscriversi a una società straniera è meno costoso, e si paga solo una volta: confrontare con PRS, in Gran Bretagna (costo: 10 sterline), Sacem in Francia (119 euro), Sgae in Spagna (15 euro).
In italia un autore/compositore che si iscrive alla Siae deve pagare 220 euro e rinnovare l'adesione ogni anno con 91,50 euro.
"Dall'analisi del bilancio 2007 della Società, i diritti distribuiti agli autori e ai compositori ammontano complessivamente a 193 milioni di euro. Una delle voci di spicco è costituita da costi strutturali: 13 milioni per i mandatari, 2 milioni per gli accertatori esterni, 2 milioni per gli organi sociali, 90 milioni per il personale, 5 milioni contribuzione ai fondi pensione, voci che insieme costituiscono il 76% dei costi della Società."
Un ente poco trasparente nel quale gli interessi che si difendono non sono sempre quelli degli associati, ma di gruppi affaristici che ben poco hanno a che fare con i diritti d'autore!
Un ente senza strategia ed inadeguato ai tempi, con modelli di business obsoleti che non permette al mercato italiano di battere nuove strade per la creazione di reddito per i propri associati e per i settori connessi allo sfruttamento dei contenuti da loro prodotti.
Secondo uno studio svedese, nel paese dove Spotify (servizio di streaming musicale) è nato, in due anni il download illegale si è ridotto di ben il 25%, in italia quel servizio è bloccato come altri della stessa tipologia!
In un libero mercato una società inefficiente e fallimentare chiude, mentre in Italia si salva a carico dei suoi stessi soci che non hanno alternative se non quella di subire passivamente.
Gli autori e i compositori italiani sono un'importantissima risorsa del sistema in Italia e contribuiscono con le loro opere al prestigio del nostro paese all'estero ed all'economia interna che con tanti sacrifici si sta cercando di rimettere in moto. Purtroppo a conti fatti con questa riforma gli autori vengono lasciati ostaggio di un monopolio inefficiente come quello della SIAE
COME AUTORI E COMPOSITORI ITALIANI CHIEDIAMO quindi L' ABOLIZIONE DEL MONOPOLIO LEGALE DELLA SIAE
Con ossequio,
Andrea Mangia e Matilde De Rubertis
9 Maggio alle 16:14 luca forlani
20 Aprile alle 10:28 user deleted
20 Aprile alle 10:20 Barbara Lorenzato