Al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Al presidente della Camera
On. Gianfranco Fini
Al presidente del Senato
Renato Schifani
Al Ministero dell?Economia
On. Giulio Tremonti
Al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
On. Maurizio Sacconi
Al Sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali
Francesca Martini
Organi di Stampa
Premessa:
Articolo 71, secondo comma, della Carta fondamentale del 1948: "Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, median...
Al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Al presidente della Camera
On. Gianfranco Fini
Al presidente del Senato
Renato Schifani
Al Ministero dell?Economia
On. Giulio Tremonti
Al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
On. Maurizio Sacconi
Al Sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali
Francesca Martini
Organi di Stampa
Premessa:
Articolo 71, secondo comma, della Carta fondamentale del 1948: "Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli". A riguardo, innanzitutto è la stessa Costituzione ad indicare due requisiti affinchè i cittadini si possano fare direttamente ed eccezionalmente promotori di proposte di legge, le quali normalmente vengono presentate alle Camere dal governo e dai singoli deputati e senatori eletti dagli stessi cittadini. L'iniziativa legislativa popolare può avvenire solo "collettivamente", nel senso che il singolo elettore isolatamente potrà presentare una petizione (vale a dire un'istanza generica alle Camere "per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità per presentare una proposta di legge vera e propria - come se fosse lui stesso un parlamentare - dovrà saldare la propria volontà con quella di altri elettori fino a raggiungere le cinquantamila sottoscrizioni sullo stesso testo di legge.
In base a quanto sopra CHIEDIAMO LE FIRME DI TUTTI I CITTADINI FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLE NOSTRE NECESSITA' QUOTIDIANE, NOI CHE VIVIAMO TUTTI I GIORNI SEZIONANDO I CENTESIMI, NELLO STESSO MODO IN CUI ELEGGIAMO TUTTI I POLITICI CON I NOSTRI SINGOLI VOTI, ARRIVIAMO A 50.000 FIRME E CHIEDIAMO
DI ABBASSARE L'IVA SUGLI ALIMENTI PER GLI ANIMALI DOMESTICI
L' alimentazione del proprio animale non è un lusso, ma una necessità. Con le associazioni Anmvi, Enpa e Lav chiediamo che l'iva sia decurtata al 10%, anche come misura preventiva degli abbandoni.
Prendersi cura di un animale garantendogli una corretta alimentazione è considerato, dallo Stato italiano, alla stregua di possedere un bene di lusso.
Ma nutrire un animale domestico con alimenti studiati per soddisfare i bisogni nutrizionali della specie non è un optional: è anzi necessario per garantire all'animale stesso la sopravvivenza e il benessere.
Gli animali hanno dunque il diritto alla salute, ormai riconosciuto per legge, ma il loro cibo è considerato un bene di lusso e il costo di queste tasse inique pesa sulle famiglie. se l'IVA scenderà al 10%, gli alimenti meno cari e così più accessibili a tutte le famiglie italiane che possiedono un animale e chi gestisce canili di piccole associazione presenti in tutta l?Italia. L?Italia potrà anche adeguarsi finalmente, seguendo l'esempio di altri Paesi Membri, alla normativa europea, che prevede l?applicazione di un?aliquota IVA ridotta per i prodotti destinati al consumo animale da compagnia.
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Questa petizione è ospitata presso Firmiamo.it come un servizio pubblico. Firmiamo.it è solo una piattaforma che ospita petizioni.
Non c'è alcuna approvazione di questa petizione, espressa o implicita, da parte di Firmiamo.it o dei nostri sponsor.
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Lista di siti/blog che linkano a questa petizione
22 Aprile alle 14:30 Alexia Finessi
10 Aprile alle 9:45 Maria Gallina
9 Marzo alle 8:00 Luigi Temporin